Svezzamento: come preparare la prima pasta al pomodoro

Nei primi mesi di vita di Alessandro, quando ogni giorno è una scoperta (anche nel campo culinario), mi sono divertita a fargli assaggiare gradualmente cibi nuovi, inventandomi ogni volta delle pappe differenti e originali. A circa 8 mesi ha provato la sua prima pasta al pomodoro e devo dire che è stato un gran successo! Le mie amiche ancora sono scettiche, considerando le mie scarse doti in cucina. 😀
Vi spiego in breve come preparare la prima pasta al pomodoro in fase di svezzamento (ovviamente confrontatevi con il vostro pediatra per quando iniziare a introdurla nell’alimentazione).

INGREDIENTI

– dai 15 ai 20 pomodorini freschi (io compro i ciliegini)
– basilico
– una fetta di cipolla (facoltativo)
– pastina
– olio
– parmigiano

PROCEDIMENTO

Lavate bene i pomodorini e fateli cuocere per una decina di minuti in acqua bollente. Dopo di che scolateli, conservando un po’ di acqua calda per il passo successivo.
Se siete fortunate e avete in casa un passatutto, utilizzatelo per passare i pomodori eliminando bucce e semini. A me è capitato, in alcune circostanze, di dover schiacciare i pomodori con la forchetta. Occhi agli schizzi 😉 😀 😀

Mettete il tutto in un pentolino, aggiungendovi il basilico e il pezzettino di cipolla. Riguardo a quest’ultima, valutate voi, in base alla modalità di svezzamento che state seguendo, se utilizzarla o meno.

Lasciate cuocere a fuoco basso con coperchio per massimo una decina di minuti, fino a che non bolle. Aggiungete la pastina del bimbo (di solito sono 2 o 3 cucchiai) e fatela cuocere, facendo attenzione che non si attacchi: girate di continuo con un cucchiaio di legno e aggiungete un po’ di acqua di cottura dei pomodori (calda, mi raccomando!) in base alla necessità.

La pasta al pomodoro, la famosa pappa al pomodoro, è pronta! Per dare il tocco finale aggiungete dell’olio crudo e del parmigiano.

Annunci

Viaggiare in aereo con un bebè: 5 consigli utili

Sono da sempre una grande viaggiatrice. Avendo la famiglia lontana, a 800 km di distanza, ho sempre fatto avanti e indietro come una pazza, il mio secondo nome è “la trottola” e per me prendere l’aereo è sempre stato un po’ come prendere l’autobus cittadino. Con l’arrivo del bebè però le dinamiche cambiano, i ritmi pure. Viaggiare in aereo con un bebè le prime volte non è semplice, poi, se sei costante, diventa un gioco da ragazzi e impari i trucchetti giusti.

Alessandro, che ora ha 10 mesi, ha già preso una decina di voli, di cui la maggior parte nei primi mesi di vita. Mi sento una veterana ormai! 🙂

La mia breve esperienza da “mamma viaggiatrice” mi porta a darvi 5 consigli per viaggiare in aereo con un bebè cercando di evitare intoppi e disastri.

1) Mai dimenticare a casa il porta bebè

A tutti piace viaggiare leggeri, ma a noi donne risulta difficile e inoltre quando hai un bambino è inevitabile portarsi dietro la casa. Trolley, passeggino, borsa del passeggino, borsa personale, giacca tua, giacca bambino, sciarpa tua, cappellino suo, zainetto suo, cellulare. E poi si aggiungono una serie di piccole azioni che con le mani occupate sarebbero impossibili da compiere: prendi documenti e biglietto da mostrare durante l’imbarco, rimettili a posto per evitare di perderli (io non li rimetto mai a posto, non lo facevo nemmeno quando ero sola), togligli il cappellino, rimettigli il cappellino poichè si deve camminare all’aria aperta per raggiungere l’aereo, lascia il passeggino prima di salire, aiuta lo staff aeroportuale a chiudere il passeggino (il passeggino, carrozzino o trio…trattasi di oggetti complicatissimi, nessuno ci è mai riuscito!).

Insomma, non la porto per le lunghe: quando viaggi in aereo con un bebè devi avere le mani libere!

Un marsupio o una fascia porta bebè ti cambia la vita! Inoltre, se è neonato si sentirà più protetto attaccato al tuo petto, se è più grandicello si divertirà e si sentirà partecipe di tutto ciò che succede.

W il porta bebè!

2) Ricorda il family check in

In molti aeroporti (in quelli più grandi e meglio strutturati) c’è un’area dedicata al family check in, dedicata alle famiglie con i bambini. In sostanza chi viaggia con i bambini può evitare le lunghe code per fare il check in e usufruire del desk “preferenziale”, riservato solo alle famiglie.

Anche per quanto riguarda i controlli, in molti aeroporti c’è un’ area riservata ai viaggiatori con bambini, o ai disabili.

I vantaggi sono molteplici: risparmi molto tempo, il personale è abituato ad avere a che fare con biscotti volanti, urla, borse, borsettine e biberon. Inoltre sai che la gente alle tue spalle ti capisce, è nella tua stessa situazione. Non troverai mai il manager ben vestito che va di fretta ed è terrorizzato dal Plasmon inumidito e disintegrato che tuo figlio spiaccica ovunque.

L’aeroporto El Prat di Barcellona, per esempio, è ben organizzato e ti garantisce questo servizio.

Addirittura nell’area dei controlli riservata alle donne con bambini hanno allestito un piccolo recinto colorato per “parcheggiare” il pupo mentre tu sei indaffarata a sistemare tutte le vostre cose sul nastro metal detector.

Ottima esperienza!

 

3) Imbarca il trolley se puoi

Ci sono alcune compagnie che ti fanno imbarcare gratuitamente il bagaglio se hai un bebè. Sempre per la questione del punto n. 1 (devi avere le mani libere!), se hai la possibilità di liberartene, fallo!

 

4) Far mangiare il bebè in aereo: scegli le merende giuste!

Se allatti e il bebè ha meno di 6 mesi puoi viaggiare serenamente: lo attacchi al seno e ti piace vincere facile!

Se il bimbo è più grande, per il benessere psicologico tuo e per l’integrità del pantalone chiaro della signora accanto a te, ti consiglio di portare i cibi giusti.

NO a jogurt, succhi di frutta appiccicosi e biscotti sbriciolosi.

SI a mousse di frutta (più consistenti) e a snack “intelligenti”. Ultimamente ho scoperto i soffi di cereali, simili alle patatine al formaggio Dixi, ideali da sgranocchiare con i primi dentini. Pare siano indicari dall’ottavo mese. Alessandro, pur avendo ancora solo due dentini, li ama!
Sono la mia salvezza anche nei momenti di pianto inconsolabile di quando il piccolo vuole scendere dal passeggino.

 

5) Scegli il posto giusto

Soprattutto se si prende un volo lowcost con sedili piccoli e poco spazio tra le varie file, i posti più appetibili sono quelli vicino l’uscita di emergenza. Belli larghi ti danno la possibilità di allungare le gambe e stiracchiarsi. Con un bebè io lo sconsiglio vivamente!
Ricordate che per poter sedersi su quei posti è obbligatorio, per questioni di sicurezza, lasciare giacche e borse (anche piccole) nelle cappelliere sopra la vostra testa. Viaggiare in aereo con un bebè senza la tua borsa di Mery Poppins da cui tirar fuori di tutto, non ha senso! Che poi a me non sono mai piaciuti quei posti…sarà che ho le gambe corte! 😀
Io consiglio, se ne avete la possibilità, di scegliere o i primi posti o gli ultimi per una serie di ragioni: raggiungi subito il tuo posto e ti sistemi, durante il caos dell’imbarco non ti blocchi nel corridoio con bimbo in braccio e mille robe in mano, sei vicina alla toilette e al personale di bordo, lasci subito l’aeromobile appena aprono le porte.

 

Via via che viaggerete queste “strategie” le imparerete da sole e vi verranno in mente in modo naturale. All’inizio vi prenderà l’ansia (giocano un brutto scherzo anche gli ormoni), ma tenete sempre presente che è una reazione normale e che capita a tutte!

Forza mamme, no panic!

5 trucchi per sentirsi belle e attraenti in gravidanza

Ecco a voi alcuni consigli/trucchi per sentirsi belle e sexy con il pancione (anche se si rotola come una palla da basket 😅)

Da sempre quando vedo le donne incinte per strada le guardo con ammirazione perché credo siano bellissime. Sono radiose ed emanano una luce particolare anche quando fuori piove; mi danno una sensazione di tenerezza e hanno un fascino senza pari. Io però, nonostante i capelli lucenti, la pelle setosa e liscia, gli “occhi splendidi”, ho patito la trasformazione completa del mio fisico, sentendomi molto goffa, ingombrante come una palla da basket che rotola in una stagno. Eppure qualche trucchetto per sentirsi più fighe c’è…ecco a voi 7 consigli utili da considerare:

1) Il rossetto è un must have

Non ho mai portato rossetti, gloss, matite per le labbra: troppo scomodi, spesso puzzano e appena c’è un filo di vento fanno da ventosa ai capelli sciolti. In gravidanza però ho abbandonato la pigrizia e i preconcetti, e ho fatto pace con la cosmesi settore labbra.

La conversione è stata facilitata dalla buona azione della mia migliore amica, che per Natale mi ha regalato un premier labbra (per una che non ha mai usato un fondotinta è stata una scoperta primordiale!).

Consiglio il colore rosso. Colore determinato, con carattere, cazzuto! Il rosso dà luce al viso, attira l’attenzione, ti concede vivaci e innocenti momenti di protagonismo. W il rossetto rosso!

2) Sii a tuo agio e indossa ciò che vuoi

Ci sono dei capi d’abbigliamento premaman che farebbero sfigurare perfino la Ferragni!

Ho comprato da Amazon dei leggins per donne incinte con cavallo basso. Non ho ancora capito se ho sbagliato taglia o se si tratta di un copri poltrona 😂. Mai usato!

Per non parlare di un vestitino premaman provato in un negozio. Parevo un sacco di patate.

Quello che posso consigliarvi è di indossare ciò che vi fa stare bene e vi sa sentire a vostro agio. Premaman o meno!

Personalmente il mio outfit preferito, la mia “divisa” era: leggins e canotta molto elasticizzati (no premaman) tessuto modal. Il modal è stato un grande amico per combattere i pruriti tipici della gravidanza. Lo consiglio!

3) Cammina!

Se la gravidanza lo permette il movimento è il miglior alleato per il benessere fisico e mentale di una donna in dolce attesa.

Ovviamente non dovete partecipare alla Maratona di New York o fare i 21 km della Deejay Ten. Parlo di semplici passeggiate per le vie della città, in un parco, all’aria aperta.

Magari la bilancia evidenzierà il fisiologico aumento di peso, ma voi vi sentirete più snelle e più leggere.

4) Fernando Botero in bagno!

Tempo fa mi è capitato di essere ospite di una cara amica perugina dall’ottimo gusto in termini di arredamento. La sua casa è in stile antico, è bellissima e curata nel dettaglio. A lei vanno i miei più sentiti complimenti! Nello specifico, ciò che ho apprezzato maggiormente sono stati i meravigliosi quadri di Botero appesi alle pareti del bagno. Il bagno piccolino, tante le opere di Fernando Botero. Lo specchio gigante, le opere raddoppiate. Posso assicurarvi che farsi una doccia mentre osservi tutta quella ciccia (che all’epoca rappresentava la bellezza) ti fa sentire una silhouette. E ti senti ancora più figa se pensi che sei in gravidanza (nel mio caso avevo partorito da poco e l’allattamento non è stato di grande aiuto, anzi! Mi sento ancora una balena).

5) Ascolta la tua famiglia!

“Ogni scarrafone è bell a mamma sua” recitava un vecchio proverbio napoletano. Per i tuoi familiari sei e sarai per sempre bellissima, anche se malauguratamente dovessi perdere tutti i denti. Bella, intelligente, sveglia, fine, particolare, viso spettacolare…un’attrice! L’autostima sale, sale, sale e non si ferma! Stare spesso con i vostri cari è sicuramente uno dei migliori trucchi per sentirsi belle e attraenti in gravidanza!

Gravidanza e sintomi, quelli veri e quelli della tua testa. Dai frutti dell’immaginazione a Little Mouse.

Gravidanza e sintomi: fermatevi un attimo a ricordare i primi giorni, prima ancora di fare la grande scoperta. Ora, a fatto compiuto, sapreste distinguere i reali sintomi da quelli finti suggeriti dalla vostra mente?

Immaginate un tiepido tardo pomeriggio di settembre a Milano, ora di punta, clacson impazziti, gente che corre verso la metropolitana desiderosa di tornare a casa dopo un’ intensa giornata di lavoro. Io ovviamente non ne ho alcuna intenzione e vado direttamente alla presentazione del libro di un mio carissimo amico, il marito della mia migliore amica. E ci vado esageratamente affamata. Gravidanza e sintomi: questa è la premessa della mia storia!

Partendo dal presupposto che ho sempre mangiato come se non ci fosse un domani (sono campionessa di “stalkeraggio visivo” quando ho davanti il piatto di un altro), quel giorno la fame non mi dava pace, una sensazione di buco allo stomaco mai provato prima. Arrivo a presentazione iniziata, mi avvicino alla mia migliore amica e le dico in silenzio: “Qui al bar vendono patatine?”. Lei con naturalezza mi sorride e risponde: “Secondo me tu sei incinta”. Mi conosce da 18 anni, sa che amo magnare, l’ho stalkerata diverse volte mentre mangiava pane e salame. Poi aggiunge: “Hai uno viso diverso oggi”. Mi guardo nella camera del cellulare e non noto nulla di diverso in me. Però ci rifletto e penso che alla fine potrebbe essere…
Dopo la presentazione andiamo tutti a fare un aperitivo e tra le tante fesserie raccontate al tavolo (sono buffa, amo stare al centro dell’attenzione e far ridere i miei amici) esordisco spontaneamente: “Queste olive sono strane. Sanno di pila andata a male!”. Ovviamente parte un dibattito di mezz’ora poiché giustamente i miei amici commensali hanno voluto maggiori specifiche su questo sapore di pila andato a male. Si, lo so, ve lo state chiedendo anche voi. Non so spiegarlo! Diciamo semplicemente che ho notato un bizzarro cambiamento di sapori.

La mattina seguente guardo il calendario e noto che è partito il primo giorno di ritardo! Claudia avrà mica ragione? Sarò incinta? Penso che se così fosse ne sarei super felice. Mi immagino una mamma buffa, divertente, amorevole, semplice.

Vado a lavoro con questo spirito da sognatrice e inizio la mia giornata con il sorriso. Alle prese con un nuovo progetto mi rendo subito conto che ho difficoltà di concentrazione e sono un po’ rallentata nel fare ragionamenti. Cosa mi prende? Perché ho perso mezz’ora per scrivere una frase su PowerPoint? Come faccio? Io ho una consegna (come sempre oggi per ieri!).

Gravidanza e sintomi: oltre alla mente offuscata, spossatezza frequente e gonfiore generale, il reale campanello d’allarme è stata l’irritabilità  con annessa mancanza di filtri nel dare le risposte alla gente. Ho mandato a quel paese tanta gente, in tram, in metro, per strada, al telefono, nei negozi (e questa caratteristica me la sono portata fino all’allattamento).

Infine c’è l’insonnia, quella sciagurata. Per una che se non dorme 8 ore di fila sta male, immaginate cosa significhi svegliarsi alle 3 in piena notte! Così proprio quella notte ho fatto il test di gravidanza acquistato la sera prima. Ricordo di averlo fatto con la luce del cellulare, per non svegliare il mio compagno che dormiva. Ho intravisto una debolissima line rosa, impercettibile. Mi sono catapultata in soggiorno, ho acceso la mia lampada Kartell con il suo magico effetto plissé  che crea un gioco di mille riflessi, e la linea era ancora lì, debole, impercettibile ed esitante. Un secondo test più specifico il giorno dopo mi ha confermato l’esito. INCINTA!

Non ho resistito, l’ho urlato con gioia alla mia famiglia e alle mie migliori amiche. Una delle due, che mi conosce da 20 anni e che da sempre mi chiama “topa”, ha esordito al telefono: “un piccolo topino, un little mouse, o una little mouse… chi lo sa“.
Little mouse, suona bene! Mi piace! La mia piccola creatura si chiamerà little mouse! Che sogno! 😀

Tornando al tema gravidanza e sintomi, quante volte vi sarà capitato di avere il dubbio di essere rimaste incinte e di sentire i malesseri più assurdi, o magari quelli più classici (  spesso suggeriti dalla rete)? Quei falsi, falsissimi sintomi che ci fanno fare dei voli pindarici pazzeschi.
Una mattina ricordo di essermi svegliata con un forte senso di nausea e di aver fatto una corsa contro il tempo per raggiungere la toilette in tempi record. Avendo un piccolo ritardo (ma c’è da dire che ho sempre avuto un ciclo sballatissimo) ho pensato già in 3 minuti al nome del bambino, immaginando la sua fisionomia, la sua personalità e perfino il regalo che gli avrei fatto ai 18 anni :D. Poi ho pensato che la sera prima avevo mangiato spaghetti con delle cozze sicuramente avariate, perché anche i miei amici quella mattina non se la sono passata molto bene.
Ricordo che qualche ora dopo conoscevo qualsiasi aspetto legato alla gravidanza e ai sintomi, e addirittura sentivo il “sapore del ferro” in bocca. Aaaah…cosa può fare la mente umana.
Il giorno dopo avevo diagnosticato la “sensazione di calma” come certo sintomo rivelatore della mia gravidanza! Mi sentivo troppo troppo rilassata, appartenente a un mondo ovattato. E io solitamente vivo sempre con ritmi molto frenetici e movimentati. Sensazione di calma come primario ed evidente sintomo di gravidanza…non si può sentire…
Ricordo che a un tratto ho anche pensato di soffrire della classica iperosmia gravidica, ovvero il super olfatto tipico delle donne incinte. Ma ho subito realizzato che fosse normale: ero al piano terra della Rinascente!

In conclusione, mie care, ogni donna è diversa, ogni situazione è soggettiva. Se per me il sapore di pila andata a male è stato uno dei principali sintomi rivelatori della gravidanza, voi magari andrete a far pipì ogni 3 minuti o sarete costrette ad acquistare improvvisamente una taglia di reggiseno più grande. Per me, da quel punto di vista, non c’è speranza! 😀